Dec 1 2011

L’ingegnoso libro digitale di Don Quijote de la Mancha

Mario Rotta

Frontespizio con Miguel de Cervantes

EL INGENIOSO HIDALGO DON QUIJOTE DE LA MANCHA, compuesto por Miguel de Cervantes Saavedra. Facsimile digitale della prima edizione (1605). A cura della Biblioteca Nacional de Espana.
XHTML+Flash, ES

La Biblioteca Nazionale spagnola propone in rete una splendida versione digitale interattiva della prima edizione del Don Quijote (e non solo). La cura del facsimile è maniacale: si possono sfogliare tutte le pagine del volume del 1605, passando in qualsiasi momento dalla fedele riproduzione dell’originale a una versione trascritta e reimpaginata. Ma questo è solo l’inizio, poi l’eBook diventa sempre più “enhanced”: apparati didattici sulla storia dell’epoca, cronologia critica di tutte le edizioni antiche del testo, tabella dei riferimenti e dei richiami ad altri testi di letteratura cavalleresca che Cervantes conosceva e usava come fonti, colonna sonora attivabile e disattivabile a richiesta con alcuni piccoli gioielli musicali. C’è anche una mappa interattiva che aiuta a ricollocare le avventure di Don Quijote nei luoghi della Spagna di allora. Oltre, ovviamente, a segnalibri, strumenti per condividere anche singole pagine, motori di ricerca e indici. Peccato solo che non si possa scaricare il tutto per leggerlo con calma senza essere necessariamente connessi.

[segnalato da: Mario Rotta, dicembre 2011]


Oct 5 2011

La Biblioteca è morta, viva la Biblioteca

Mario Rotta

Il titolo di questo post-it è facile e forse anche un po’ scontato. Ma è pertinente: della sorte delle biblioteche nell’epoca della riproducibilità digitale dei libri si parla da parecchio tempo, ma adesso sembra proprio arrivato il momento di accettare un confronto aperto con un futuro che, per quanto non sia più quello di una volta, si è ormai trasformato in piena attualità. Non si tratta di supposizioni: se ne parla infatti in modo approfondito in un recente articolo di Lisa Carlucci Thomas su quanto emerso a ALA 2011 (la conferenza annuale dei bibliotecari americani) a proposito dell’impatto che le nuove tecnologie stanno producendo sull’organizzazione e sui significati delle biblioteche e sulle “direzioni” che esse potranno (o dovranno) imboccare per sopravvivere, rinnovandosi. E sono temi su cui ormai si sta diffondendo anche della letteratura specialistica, come questo eBook di Bradford Lee Eden (More Innovative Redesign and Reorganization of Library Technical Services, distribuito da Amazon) che viene presentato con queste parole: “this book collects international case studies demonstrating ways in which library technical service departments are meeting the challenges of new formats and new work duties in the wake of less money and a decreasing job force. Topics covered include the impact of computers and technology on workflow enhancement, changing staff roles, and communications challenges”. Complessivamente, il dibattito in corso recupera e ripropone temi già noti e soluzioni già esplorate, dall’attenzione verso le tecniche di indicizzazione e le modalità di ricerca delle risorse digitali, al bisogno di lavorare sulle nuove competenze necessarie ai bibliotecari perché possano muoversi agevolmente in questo scenario metamorfico e fluido di inizio millennio. Tuttavia, almeno nel dibattito in corso in ambito nordamericano, stanno prendendo forma anche alcune tendenze in parte inaspettate, che vale la pena osservare. Sono sostanzialmente tre. La prima riguarda la crescente attenzione delle biblioteche per i servizi informativi legati all’ubiquità e alla mobilità: non si tratta semplicemente di rendere il catalogo consultabile attraverso un Tablet o uno SmartPhone, ma di attivare un vero e proprio servizo di consulenza (anche on-demand) orientato alla fidelizzazione (proprio così) degli utenti; in pratica, le biblioteche stanno cercando di recuperare un rapporto privilegiato con gli ex frequentatori abituali (in netto calo) virtualizzando la relazione tra lettori e bibliotecari. Fa probabilmente parte di questa stessa strategia una seconda tendenza, del tutto insolita nella storia delle biblioteche: offrire free-tutoring (leggi: garantire supporto gratuito su contenuti di libri utilizzabili a scopo didattico nell’ambito del recupero scolastico o anche della preparazione universitaria). Una novità decisamente interessante, che si configura forse anche come una risposta plausibile (e intelligente) alla crisi economica in atto. Infine, si percepiscono segnali sistematici di una tendenza che in sé non è certo una novità ma lo rappresenta certamente nel mondo bibliotecario: le biblioteche cominciano a selezionare e proporre eBook gratuitamente scaricabili. Non in prestito, ma direttamente scaricabili. Tutti questi cambiamenti portano allo sviluppo di qualcosa che non somiglia più a nulla di ciò che conoscevamo. E per capirlo basta guardare Live-brary: free downloads, e-tutoring gratuito anche per la formazione professionale (e anche in spagnolo), vetrine di novità recensite, sprazzi di materiale storico digitalizzato, concorsi a premi sulla “parola del giorno” e, come sottotitolo del logo la frase “Redefining Your World”. Sembra la demo di una start-up sui social media: ma in realtà è il sito della rete delle biblioteche pubbliche di una contea dello stato di New York.


Aug 11 2011

Immersi nella scrittura (per un mese)

Mario Rotta

Il progetto ha un nome impossibile: NaNoWriMo. Significa “National Novel Writing Month” e a prima vista sembra uno dei tanti concorsi letterari per giovani scrittori, per di più con un taglio patriottico. Ma non è affatto così: si tratta infatti di un esperimento sulla scrittura creativa (avviato peraltro quasi 12 anni fa) che consiste – è il caso di dire letteralmente – nell’immergersi per un mese nella stesura di un racconto di almeno 50 mila parole o 175 pagine. Lo scopo non è vincere un premio, ma (un po’ come in certe maratone amatoriali) raggiungere l’obiettivo, ovvero dimostrare che si è in grado di curare la stesura di un prodotto letterario di una certa dimensione entro un arco di tempo prestabilito, nella fattispecie il mese di novembre. Possono partecipare tutti: non ci sono limiti di età, si può scrivere in qualsiasi lingua e si può anche decidere di formare un gruppo collaborativo di autori (ad esempio una classe di una scuola). L’importante è raggiungere lo scopo: 50 mila parole (e un senso compiuto) entro la mezzanotte del 30 novembre. Con ogni mezzo, inviando file al comitato organizzatore attraverso un validatore quantitativo e partecipando se si vuole a discussioni e scambi di idee in uno dei forum a disposizione. Non sarà valutata la qualità del racconto, ma solo la sua coerenza rispetto ai parametri richiesti per essere inseriti nella lista dei “vincitori” e ottenere l’attestato di partecipazione, premettendo (così si legge nelle FAQs) che “people can cheat and upload something that’s not a novel and still “win.” But since the only real prize of NaNoWriMo is the self-satisfaction that comes with pulling off such a great, creative feat, we don’t really worry too much about people cheating. Those who upload 50,000 words they copied from Wikipedia.org just to see their name on the Winner’s page are pitiful indeed, and likely need more help than a downloadable winner’s certificate can provide them“. In sostanza, il progetto si configura come un esercizio di autodeterminazione funzionale alle istanze del self-publishing, e non è certo un caso se Chris Loblaw, un self-publisher di successo, autore di uno degli eBook più amati e scaricati dai giovanissimi in questo momento, ammette di dovere molto a NaNoWriMo. Come dire: scrivete, scrivete: qualcosa resterà…


Jun 29 2011

La lettura illuminata

Mario Rotta

La disponibilità di testi digitali rende sempre più attuali alcune prospettive del cosiddetto web semantico. Non mi riferisco soltanto agli esperimenti in corso sul cosiddetto “social reading”, a proposito dei quali vale la pena segnalare almeno il portale internazionale Copia e l’esperienza tutta italiana di Bookliners. Penso piuttosto a nuove modalità di ricerca sul contenuto, basate su elementi più sofisticati dell’asettico confronto sulle occorrenze full-text su cui si basano ancora quasi tutti i motori, e allo stesso tempo non necessariamente legate al superamento dell’approccio tassonomico-descrittivo in nome e per conto di folksonomie sulla cui reale efficacia bisognerebbe avviare una discussione aperta. Ora, sembra però che si stiano esplorando altre modalità di classificazione dei testi digitali, che permetteranno correlazioni più sofisticate: è il caso di un esperimento (già in versione Beta) che si chiama Book Lamp ed è curato da Aaron Stanton.

Logo Beta Book Lamp

Book Lamp è formalmente un portale orientato al “social reading”. Gli utenti registrati possono discutere sui libri che stanno leggendo, segnalare dei desiderata e condividere recensioni. Ma hanno a disposizione qualcosa in più: il sistema è infatti in grado di suggerire correlazioni tra i libri non soltanto in base ai TAGs o verificando chi legge cosa, ma anche evidenziando similitudini stilistiche e analogie narrative. In pratica, se cerco un romanzo di Defoe (ad esempio Moll Flanders), il motore di Book Lamp mi sussurra che se mi piace quel genere di racconto troverò presumibilmente interessanti anche alcuni romanzi di Dickens e di Twain, e forse anche qualcosa di Poe e di Orwell. La ricerca della correlazione stilistica si basa sull’assegnazione a ciascun titolo inserito nel database di un set di valori associati a 5 elementi ritenuti essenziali per descriverne stilisticamente il contenuto del libro: il ritmo, la densità, l’azione, il dialogo e il livello descrittivo. Ogni utente, in un secondo momento, può in ogni caso esprimere un giudizio di pertinenza rispetto ai suggerimenti di lettura che il sistema restituisce, giudizi che saranno utilizzati per rimodulare gradualmente i parametri associati ai libri. Semplice e geniale, anche se necessariamente orientato alla gestione di scaffali digitali di narrativa. Ma nel frattempo si aprono nuovi orizzonti…


Jun 24 2011

I libri di Darwin (biblioteca digitale)

Mario Rotta

Charles Darwin’s Library
a cura della Biodiversity Heritage Library,

Si tratta di una biblioteca digitale unica nel suo genere: il progetto consiste infatti nella digitalizzazione integrale e nella ricostruzione virtuale del corpus dei libri posseduti, letti e commentati da Charles Darwin. Non soltanto, quindi, una bibliografia specifica sulle tematiche naturalistiche care allo scienziato, ma anche un modo per ripercorrere le letture del padre dell’evoluzionismo e osservare le sue annotazioni sui testi, i suoi appunti, in quanto traccia essenziale per comprenderne le intuizioni. Al momento sono già disponibili in formato digitale 330 volumi su un totale di 1480: si possono sfogliare online in versione facsimile o leggere in trascrizione, oltre che scaricare in varie modalità, selezionando ad esempio soltanto le immagini, o alcune pagine, o le annotazioni. Il progetto è supportato anche dalla JISC.


Jun 16 2011

Tra carta e schermo

Mario Rotta

Tra i tanti esperimenti in corso sulle “nuove forme” del libro nell’epoca della sua riproducibilità digitale, questo Between Page and Screen è piuttosto insolito, ma decisamente intrigante:

Si tratta di un ibrido effettivo tra carta e schermo, o meglio ancora, di un caso di ri-mediazione premeditata sul conflitto in atto tra libro digitale e volume cartaceo. In pratica, ci si mette davanti al computer e si sfoglia quello che sembra un libro tradizionale: ma quando sulle pagine appaiono dei simboli codificati che una webcam è in grado di riconoscere, ecco che sullo schermo prendono forma immagini e parole bi o tridimensionali, proiezioni poetiche, disegni evocativi. Un esperimento inquietante ma coinvolgente, che più che una reinvenzione a metà strada tra i libri pop-up e gli enhanced book sembra un omaggio alla pop art, con richiami evidenti alla poesia visiva futurista e al dadaismo. Si può anche provare a costruire da soli un proprio librido (perché non chiamarlo così…), stampando (su carta) un codice simbolico da agitare di fronte alla webcam. Per vedere (se la configurazione della webcam risulta corretta) che cosa succede.

Fonte: Between Page and Screen


May 25 2011

Leggere tra le righe

Mario Rotta

Google Labs, come suggerisce il nome, è un’area sperimentale in cui si raccolgono progetti avanzati di software, applicazioni, gadget tecnologici o strumenti innovativi per la rete. I progetti sono spesso legati a esperimenti mirati e ricerche specifiche, e non è detto che sopravvivano o che siano sostenuti nel tempo (esemplare in tal senso il caso di Lively, un ambiente di RV interessantissimo e innovativo che tuttavia è stato abbandonato dopo pochi mesi di testing), anche se a volte diventano prodotti commerciali e cominciano a essere distribuiti diversamente. Ma finché sono in laboratorio si possono provare liberamente e di solito nel pieno rispetto della filosofia Open Source, che Google interpreta in modo indiretto ma sostanzialmente corretto. Bisogna approfittare dell’occasione insomma. Così, esplorando il laboratorio, ho trovato questo Books Ngram Viewer, che può sembrare un’idea semplice e forse anche un po’ scontata ma che ha anche delle notevoli potenzialità, soprattutto per chi si occupa di educazione. Di che cosa si tratta? La presentazione è molto semplice e diretta: “when you enter phrases into the Google Books Ngram Viewer, it displays a graph showing how those phrases have occurred in a corpus of books (e.g., ‘British English’, ‘English Fiction’, ‘French’) over the selected years”. In pratica, è un motore di ricerca full text che permette di verificare l’andamento dell’occorrenza di parole o frasi in insiemi consistenti di libri pubblicati negli ultimi due secoli (e digitalizzati da Google) in ambito anglofono ma anche in francese, tedesco, spagnolo, russo, ebraico e cinese (in italiano no, evidentemente il corpus di testi digitali disponibili non è sufficiente). Lo strumento si presenta semplicemente come un form di input per la o le parole chiave che si vogliono cercare e i relativi parametri: cliccando su “search lots of books”si ottiene il grafico che evidenzia l’andamento delle occorrenze secondo i parametri impostati. Più in basso, appare inoltre un set di link che rimanda direttamente ai libri digitali raccolti in Google Books in cui le occorrenze sono state individuate. Volendo, si possono anche scaricare i dataset completi, per ulteriori verifiche.  In effetti, sia pure con tutti i se e tutti i ma del caso (per la verità correttamente ricordati nella presentazione e negli help, dove si evidenzia come evitare le ambiguità linguistiche, come impostare correttamente le keywords e molto altro), sembra un gran bel “giocattolo”, che può permettere di evidenziare tendenze o valutare ipotesi: osservare sotto forma di grafico la presenza percentuale di una frase o di un nome in un insieme statisticamente consistente di libri pubblicati in un arco esteso di tempo non costituirà di per sé la prova di un fenomeno culturale, o della fortuna di un autore, o di una consuetudine linguistica, ma può aiutare a ragionare. Ho provato ad esempio a verificare quanto ricorrono nelle pubblicazioni in lingua inglese i nomi di alcuni dei nostri autori più importanti (esempio A, esempio B, esempio C) e i risultati non sono banali, possono innescare una discussione. Ho provato anche a divertirmi impostando ricerche su gruppi di parole inglesi comuni (esempio), sull’occorrenza di nomi geografici, sui politici italiani più citati e sulla terminologia essenziale in ambito educativo (esempio 1, esempio 2). E ne ho ricavato sempre spunti interessanti. Proverò ancora.

Riferimento completo:
Jean-Baptiste Michel*, Yuan Kui Shen, Aviva Presser Aiden, Adrian Veres, Matthew K. Gray, William Brockman, The Google Books Team, Joseph P. Pickett, Dale Hoiberg, Dan Clancy, Peter Norvig, Jon Orwant, Steven Pinker, Martin A. Nowak, and Erez Lieberman Aiden*. Quantitative Analysis of Culture Using Millions of Digitized Books. Science (Published online ahead of print: 12/16/2010).


Apr 27 2011

La matematica visualizzata

Mario Rotta

Scott Foresman & Addison Wesley enVisionMATH 2011. Digital Set. Pearson School &  Education.

L’editore Pearson è uno dei più accreditati nell’ambito delle pubblicazioni innovative per i bambini e per la scuola. Ogni anno i suoi titoli collezionano premi e riconoscimenti. Non fa eccezione questo set di risorse digitali (qualcosa che somiglia ai libri ma va anche molto oltre) che spiega la matematica in modalità prevalentemente visuale agli alunni delle classi della scuola primaria e ai loro insegnanti. Il set comprende manuali e materiali digitali per i maestri, ambienti interattivi (sul sito se ne possono vedere alcuni esempi), giochi, animazioni e presentazioni utilizzabili su LIM, il tutto impostato pensando al Visual Learning e al concetto di “envisioning” caro a Edward Tufte e sempre più usato nelle metodologie didattiche basate sulla “scrittura digitale”. Come se non bastasse, i contenuti, oltre che in inglese, sono disponibili anche in spagnolo.
HTML+Flash/App e altri formati, EN, ES

[segnalato da: Mario Rotta, aprile 2011]


Apr 26 2011

Leggendo le lettere di Van Gogh

Mario Rotta

Van Gogh’s letters unabridged & annotated, a cura di Michael Douma per WebExhibits.org Online Museum.

Formalmente, è un progetto di mostra virtuale legato all’attività dell’Institute for Dynamic Educational Advancement (che realizza abitualmente progetti analoghi). Di fatto, è un’esperienza di lettura/esplorazione interattiva di quello straordinario corpus che sono le lettere che Vincent Van Gogh scrisse al fratello Theo e ad altri, documenti fondamentali sia per ricostruire la vita e le opere dell’artista che per comprendere la crisi dell’impressionismo e le origini dell’espressionismo, del simbolismo e di tante altre tendenze dell’arte del novecento. Le lettere, tradotte in inglese, si possono leggere integralmente partendo da un indice cronologico visuale, oppure esplorare attraverso dei TAGs predefiniti o cercando occorrenze specifiche. Peccato solo che non sia riportata la versione originale in e-facsimile: in compenso in diverse lettere sono state integrate come note a margine le immagini delle opere di cui si parla nel testo.
XHTML, EN

[segnalato da: Mario Rotta, aprile 2011]


Mar 31 2011

Cuore interattivo

Mario Rotta

Mazzetti M. (2011), Cuore à la coque. Romanzo interattivo. Quintadicopertina.
ePUB e PDF, IT

Un altro esempio di romanzo interattivo tutto italiano, frutto del lavoro innovativo – oltre che dell’autore – di quel laboratorio digitale sperimentale che sta ormai diventando Quintadicopertina. Dalla presentazione ricaviamo una breve e accattivante scheda: “Non un romanzo tradizionale da leggere pagina dopo pagina, ma un originale esempio di letteratura interattiva, nato e cresciuto nel digitale. Esiste un solo capitolo, impregnato di alto lirismo, di sole venti pagine. Ma la difficile interpretazione del testo è aiutata dalle restanti ottocento pagine di note, foto dei luoghi della narrazione, schede dei personaggi, sinossi, flashback, faq, in una navigazione letteraria inedita e avvolgente. Un ebook impaginato pagina per pagina, con frequenti elementi grafici e una cura amorevole per il testo“. Insomma, un lavoro sul testo, sull’ipertesto e sul contesto, cercando di sfruttare al meglio le peculiarità essenziali della scrittura digitale.

[segnalato da: Mario Rotta, marzo 2011]